Ciboperbacco 2019 – Melissano, LECCE

 

Parlare di sostenibilità ambientale durante un evento estivo, in un Salento affollato di turisti, sembra quasi una sfida impossibile! Non per la Proloco Melissano, il Comune di Melissano e la Condotta Slow Food Sud Salento, che rinnovano l’appuntamento con Ciboperbacco: quest’anno il percorso enogastronomico e culturale, nel centro storico di Melissano, è dedicato al tema della pesca sostenibile.
A raccontare le due serate di festa, all’insegna della salvaguardia ambientale, ci sarò anch’io insieme all’attore e chef Andy Luotto e il gustosofo Michele Di Carlo. 

Il tema della II edizione di Ciboperbacco è la pesca sostenibile. Cos’è esattamente la pesca sostenibile?

Come si legge in un articolo di Greenpeace Italia:

“[…] sostenibile è la pesca che preleva dal mare solo ciò che serve, senza sprechi e utilizzando attrezzi artigianali e che hanno un basso impatto sull’ambiente e la fauna marina. È quella pesca che considera il mare e le sue risorse un bene comune, da tutelare anche per le generazioni future”.

Esattamente ciò che fanno i pescatori artigianali nell’area delle Secche, fra Torre San Giovanni e Ugento: utilizzano tecniche e attrezzi (reti con maglie di dimensioni variabili) rispettose del mare e dei cicli biologici delle sue specie. Scopri di più sul Presidio Slow Food “Pesca tradizionale delle Secche di Ugento” (CLICCA QUI)

Enzo è un pescatore illuminato, che rispetta il mare e si batte per una pesca sostenibile nell’area delle Secche di Ugento, insieme ai suoi colleghi della Cooperativa Pescatori Padre Pio. In questo video si racconta a cuore aperto: parla di sé, delle difficoltà dei piccoli pescatori che vivono di questo mestiere e dell’impegno a favore dell’Oasi Blu “Secche di Ugento”.

Ciboperbacco, il 7 e 8 agosto a Melissano (LE), sarà una bella occasione per gustare la frittura di pesce del Presidio, presente nel menù dell’Osteria “Piazza Vecchia”, e per scoprire insieme come salvaguardare una risorsa fondamentale per il nostro territorio.

Casale Ferrovia, CAROVIGNO (BR)

Casale Ferrovia, CAROVIGNO (BR)

La piccola stazione di Carovigno sbuca tra gli uliveti secolari di qua dal mare Adriatico. Quasi non mi sarei accorta di essere in prossimità delle rotaie, se l’avviso sonoro non avesse annunciato l’imminente treno in transito.

Addossato a quelle stesse mura, compare l’antico frantoio oleario finemente ristrutturato, che i coniugi Galeone hanno convertito in elegante osteria di campagna.

Le sale interne sono immerse in una pace surreale: isolate dagli sbuffi dei convogli e dal frinire nevrotico delle cicale, infondono quel senso di ospitalità tipico delle masserie pugliesi, che la luce soffusa contribuisce a rendere più autentico. Qua e là, sui mobili d’epoca, i vasi, le zuppiere e i pomoli smaltati (a forma di figura umana, elementi vegetali e animali) splendono delicatamente.

Sono stremata. Come ogni anno a ridosso delle vacanze estive, sento il peso dei dodici mesi precedenti e desidero con tutte le mie forze che il giorno dopo sia Ferragosto.

Come se non bastasse, il nuovo paio di sandali in cuoio ha lasciato un bindi rosso e bruciante su entrambe le caviglie e il vento di tramontana misto a salsedine, ha irrimediabilmente compromesso i miei boccoli. Tanto vale smetterla di tormentarli con i palmi delle mani per sostenerli.

Grazie al cielo, lo sguardo limpido di Giuseppe ha intercettato il mio bisogno di ristoro: posso affidarmi a sua moglie Maria, alle sue mani impastate di tradizione e territorio, abdicando persino la scelta del vino.

In attesa dell’antipasto, inizio a rosicchiare gli spicchi di cianciuffo(*) che completavano la mise en place. Poi, inizio a mangiare un panino caldo al sesamo, tuffandolo nell’olio extravergine di Cellina a ogni morso successivo.

L’arrivo del vino (un rosato da Susumaniello della Valle d’Itria, delicato) e, a seguire, del primo piatto (melanzana con schiacciata di ricotta, pappa di pomodoro fiaschetto e basilico) alleggerisce del tutto le ansie della giornata.

Il resto delle portate segue il ritmo cadenzato della compilation di standard jazz in filodiffusione: dapprima un risotto con barbabietole, zucchine, latte di capra e pancetta croccante e, per secondo, una succulenta coscia di pollo (allevato a terra), con purea di carota e patata viola e un’ulteriore patata intera cotta sui carboni.

Se il servizio di Giuseppe è aggraziato e discreto, la cucina di Maria è squisita e abbondante, ma non per questo meno raffinata. Il risotto, ad esempio, si presenta come un disco color amaranto, dallo spessore perfettamente uniforme, con decorazioni sobrie (poche gocce verdi e bianche – le zucchine e il latte di capra – e un “ciuffo” di pancetta croccante) e una cottura degna della migliore tradizione dell’Oltrepò (con i chicchi di riso che avevano conservato l’anima croccante). Il dessert, invece, era sfacciatamente popolare: una generosa porzione di semifreddo di fico fiorone, naturalmente dolce, con decorazioni semplici di cioccolato fondente temperato.

D’altra parte, sono a cena in un’osteria. Gourmet, ma pur sempre un’osteria. Mi aspettavo un ambiente genuino e ospitale; cibo buono, di qualità, senza fronzoli o rivisitazioni estreme. Ho trovato un luogo accogliente, confortevole, dove l’attenzione per la materia prima (come massima espressione del territorio) incontra un saper fare che Maria deve avere innato nel suo DNA.

La cena è costata 50 euro (bottiglia di vino esclusa).

(*): termine dialettale con cui si designa il barattiere, cucurbitacea appartenente alla specie Cucumis melo L.

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English Abstract
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Hi there! Are you ready to listen to the most important details of my dinner at Casale Ferrovia Restaurant in Carovigno?

Let’s start from the quality of ingredients: from vegetables to meat, they were all very fresh products, carefully selected, to make simple recipes, with no excessive garnish, yet flavourful!

Then, what about the food that the chef, Maria Galeone, cooked for me that night: she prepared four meals but I am going to reveal only two. The main course, Acquerello risotto rice with beetroots, zucchini, goat’s milk, and crunchy bacon. And the dessert, fig semifreddo with tempered chocolate garnishes.   

As wine lover I paired the main courses with a 2017 rosé wine made of Susumaniello grapes from Valle d’Itria.

Do you wish to find out more about my dinner?